Variante Cave, Comitato scrive alla Regione

Variante Cave, Comitato scrive alla Regione

Il Comitato per Campiglia ha scritto alla Regione Toscana in merito alla Variante delle Cave. Il Comitato ha presentato in data 7 novembre alcune osservazioni alla Variante in oggetto. Secondo il Comitato la Variante presenta degli aspetti che, se confermati, ne renderebbero illegittima l'adozione e conseguentemente l'approvazione. I dubbi di illegittimità nascono dalle seguenti considerazioni:

La Variante non si limita ad adeguare il Piano Strutturale e il Regolamento Urbanistico al PAERP di Livorno del 2014, ma introduce modifiche alle norme del Piano Strutturale d'Area che non risultano consentite dalla L.R. 35/2015. La modifica alle Norme del P.S. è stata adottata rifacendosi alla delibera della Giunta Comunale n. 115 del 14.10.2015 che prevede la possibilità di apportare modifiche al Piano Strutturale d'Area solo per casi di esclusivo interesse locale.

La variante alle norme scaturisce dalla volontà del Sindaco di permettere a Cave di Campiglia SpA, per evitare di licenziare 10 lavoratori su 39, di continuare a estrarre inerti dalla Cava di Monte Calvi oltre la scadenza della Concessione del 2018. Benché in quindici anni siano stati estratti 6,5 milioni di metri, ad un anno dalla scadenza mancano da estrarre ancora 3,00 milioni di mc. per raggiungere gli otto milioni e mezzo di metri cubi ammessi dalla concessione.

La cava di Monte Calvi, estraendo simili volumi non può essere considerata di interesse esclusivamente locale, e quindi non è riconducibile ai casi previsti dalla delibera di giunta comunale 115/2015. Ma il Comune di Campiglia Marittima, oltre a prevedere un allungamento indefinito dei tempi di estrazione per la Cava di Monte Valerio, modifica la normativa in modo da consentire anche alla Cava di Monte Valerio di andare oltre i tempi di scadenza della concessione fino all'esaurimento dei volumi consentiti. La variante quindi coinvolge tutto il settore estrattivo degli inerti del territorio che, secondo lo stesso PAERP di Livorno rappresenta una attività di valenza regionale.

La modifica della norma del Piano strutturale oltre a non essere, secondo noi ammissibile per le ragioni dette, rappresenterebbe, se approvata, una vanificazione del potere di gestione del settore che sarà definito dal nuovo Piano Regionale delle Attività Estrattive la cui adozione era stata annunciata per la fine dl 2017. In pratica il Comune di Campiglia con questa variante esautora la stessa Regione nel processo di gestione del territorio regionale e non solo sotto l'aspetto delle attività estrattive, ma anche dal punto di vista di altre attività che vengono influenzate negativamente dalle cave: ambiente, difesa del suolo e turismo prima di tutto.

In base a queste considerazioni il Comitato per Campiglia fa un appello al Presidente cella Regione e agli Assessori perché all'iter della Variante e all'analisi e valutazione delle Osservazioni sia prestata una particolare attenzione per evitare he diventi un procedimento di routine senza prendere nella dovuta considerazione i rischi di illegittimità e le ricadute profondamente negative sulla credibilità delle istituzioni e sul futuro della Val di Cornia.

  • Campiglia Marittima


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