Sciopero Unicoop Tirreno 11 novembre

Sciopero Unicoop Tirreno 11 novembre

Uno sciopero annunciato al culmine di trattatave che non hanno mai visto intrecciarsi le strade di sindacati ed azienda. Con questo manifesto i lavoratori proclamano lo stop delle attività per il giorno 11 novembre:

DIFENDERE IL NOSTRO LAVORO
– sono stati dichiarati 160 esuberi nella sede di vignale, ma la riorganizzazione della sede non è ancora avviata, inoltre la terziaizzazione ulteriore della logistica e l’internalizzazione di alcuni servizi hanno formalmente aumentato gli esuberi complessivi.
L’utilizzo della cigs è stato assolutamente parziale, cosa significa? quando si apre il confronto per la rotazione della cassa? Vogliamo chiarezza sulla ristrutturazione della sede!
– la cooperativa dichiara che non vuole più proseguire la propria attività in campania. Ai 100 lavoratori nessuna risposta viene data, i negozi chiudono? quando? verranno ceduti? a chi? l’occupazione verrà salvaguardata? Vogliamo chiarezza e futuro per l’occupazione!
– la chiusura di Terracina è l’epilogo di un disastro: dopo essere stato ceduto ad un imprenditore locale in franchising ed aver generato un contenzioso con lo stesso imprenditore che ha solo determinato costi per la cooperativa, Unicoop Tirreno ha di¬chiarato che avrebbe tentato il rilancio; all’improvviso viene dichiarata la chiusura del punto vendita e i lavoratori subiranno una procedura di licenziamento. Vogliamo la salvaguardia occupazionale che era stata promessa!
– la cooperativa ha avviato l’affidamento a terzi di alcune attività. Al posto dei dipendenti della Coop, nei reparti pescheria di 3 punti vendita, verranno impiegati dipendenti di altre aziende. la cooperativa dichiara che è solo una sperimentazione, quindi verrà esportata in altri negozi? e in altri reparti? quanti esuberi genererà? Le terziarizzazioni non le vogliamo!

RISPETTO DEL NOSTRO LAVORO
– sono stati dichiarati 18 punti vendita a rischio chiusura o cessione, la cooperativa a maggio si è impegnata a ricollocare i dipendenti. Da lì è iniziato un calvario di comunicazioni confuse e disordinate, i negozi vengono dichiarati in chiusura, poi la coopera¬tiva ci ripensa, poi li chiude in pochi giorni. E’ questo il rispetto che la cooperativa ha verso le persone che da anni lavorano in questi negozi? inoltre la cooperativa come garantirà il presidio nei territori in cui è radicata? come garantirà il servizio ai soci?
– inizialmente la cooperativa ha dichiarato esuberi in una serie di negozi e condiviso l’utilizzo di ammortizzatori sociali con i sindacati. Poi invece scopriamo che sta utilizzando in modo spropositato tempi determinati e straordinari o addirittura fa fare ore in più senza pagarle promettendo di farle recuperare in futuro. Quindi gli esuberi ci sono o no? in alternativa c’è bisogno di più personale? ed è sostenibile per il bilancio della cooperativa? Se Unicoop Tirreno è in crisi è dovuto anche ad una gestione inefficiente dei negozi, non accettiamo che si prosegua in questa direzione.

FUTURO PER IL NOSTRO LAVORO
– la cooperativa deve rispettare il piano industriale che è stato alla base dell’accordo sottoscritto a maggio del 2017. In quell’accordo le lavoratrici ed i lavoratori hanno ridotto il proprio salario per salvare la cooperativa e tutta l’occupazione.
– chiediamo che il sistema cooperativo si faccia carico dell’operato delle proprie associate. Le imprese della distribuzione sono inevitabilmente coinvolte nel piano di riorganizzazione e non possono fingere di non sapere del caos che si sta determinando in Unicoop Tirreno.

PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE 
11 NOVEMBRE È SCIOPERO DI 1 ORA IN TUTTI I PUNTI VENDITA
I LAVORATORI DELLA SEDE SCIOPERANO IL 10 NOVEMBRE

  • Piombino


ULTIME