IL MOSTRO DI FIRENZE / 5 di Gordiano Lupi

IL MOSTRO DI FIRENZE / 5 di Gordiano Lupi

IL MOSTRO DI FIRENZE di Gordiano Lupi

PARTE QUINTA

Il processo subisce un altro colpo di scena, tanto che Vanni viene condannato all’ergastolo e Lotti a trent’anni (poi ridotti a ventisei). Corsi e Faggi vengono assolti. Pietro Pacciani, secondo alcuni viene ucciso perché è un pericoloso testimone che va fatto tacere una volta per tutte. Il suo corpo è rinvenuto alle ore 15 del 22 febbraio 1998 nella casa di Mercatale di Val di Pesa e si presenta con la canottiera sollevata fino al collo, i pantaloni abbassati e uno straccio imbevuto di acido all’altezza dell’inguine. In tutta la casa di Pacciani non c’è traccia di quell’acido, le finestre sono spalancate anche se fa freddo e le luci sono spente pure se Pacciani è morto durante la notte. Il cadavere è appoggiato sulla pancia e le macchie ipostatiche sono sulla schiena, cosa che fa pensare a un corpo rivoltato dopo l’uccisione e poi trascinato.

Qualcuno afferma che Pacciani sarebbe stato ucciso lentamente da una medicina somministrata giorno dopo giorno che avrebbe minato la sua già precaria salute. Pacciani quando è ancora in galera lo scrive chiaro su un biglietto: “Mi vogliono ammazzare!”. Ma nessuno gli crede, pure perché fa comodo pensarlo colpevole di molti atroci delitti, pare proprio la persona giusta da additare come Mostro di Firenze. E allora potrebbe essere vera la tesi proposta da alcuni criminologi che dietro ai delitti del Mostro ci sarebbe non un solo uomo ma una setta satanica. La tesi di Giuttari è quella dei ricchi mandanti che pagano bene per ottenere trofei e feticci per le messe nere e tale castello giudiziario si regge pure su un’affermazione di Lotti: “Un medico aveva ordinato a Pacciani certi lavoretti...”.

Tutto può essere. Sta di fatto che il Mostro non ha più colpito e che la misteriosa morte di Pacciani ha dato ancora più vigore alla pista delle messe nere. Secondo questa tesi i “compagni di merende” sarebbero stati soltanto i folli esecutori di un piano e avrebbero procurato parti anatomiche a chi praticava questi riti satanici. Provare un legame tra satanisti e serial killer non è facile, anche perché di solito chi compie omicidi seriali lo fa perché spinto da motivazioni inerenti la sfera sessuale, oppure perché è convinto di estirpare il male là dove secondo lui si manifesta.

Il serial killer che asporta il pube e il seno di una donna  lo fa per il valore simbolico che queste parti anatomiche presentano da un punto di vista sessuale. Se si accetta la tesi che il Mostro di Firenze era il solo Pietro Pacciani dobbiamo ricordare che lui a ventisei anni uccise con diciannove coltellate un uomo che aveva toccato il seno sinistro alla sua fidanzata e che subito dopo gli sfracellò il capo con una pietra e violentò la compagna. Gli omicidi del Mostro si svolgono tutti nei luoghi che Pacciani frequentava con la fidanzata e poi c’è l’asportazione del seno sinistro che presenta un importante carattere rituale.

Pare provato dalle risultanze processuali che Pacciani si sia servito di complici e i “compagni di merende” Mario Vanni detto Torsolo e Giancarlo Lotti detto Katanga sono due esecutori materiali, forse succubi del perfido contadino. A sostegno della tesi delle messe nere dobbiamo dire che i delitti si verificano tutti nelle notti senza luna, intorno alla mezzanotte e durante atti sessuali. Tutti chiari segni esoterici, così come lo sono le asportazioni delle parti del corpo femminile connesse alla fertilità. Difficile propendere per una tesi o per l’altra, non ci resta che attendere i nuovi esiti processuali. L’indagine su un ipotetico livello superiore negli assassini del Mostro è storia di oggi.   

  • Piombino


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